E’ buona abitudine consumare un’acqua naturale e non gassata in quanto quest’ultima tende a dilatare stomaco ed intestino e a
provocare aerofagia, gonfiori addominali e meteorismo, specie in soggetti con problemi digestivi.
Anche se è vero che le acque gassate dissetano maggiormente, in quanto “anestetizzano” le terminazioni nervose della mucosa orale
coinvolte nel meccanismo della sete, risultano controindicate in soggetti che soffrono di acidità di stomaco, gastrite, ulcera
perché l’anidride carbonica contenuta (CO2) stimola la secrezione gastrica e quindi la produzione di acidi.
Se non ci sono esigenze specifiche che suggeriscano un’acqua con particolari proprietà terapeutiche (bicarbonate, calciche, solfate ecc..) è preferibile consumare un’acqua oligominerale con residuo fisso minore di 100 mg/l ed un pH leggermente acido (6,5-7 unità pH).
E’ opportuno, infine, scegliere un’acqua “viva”, che non sia stata eccessivamente trattata, che provenga
da una buona fonte in modo che abbia una buona energia.
Certo non è cosa facile da valutare visto che tale informazione non è presente ne’ sull’etichetta ne’ tra i dati
che forniscono gli acquedotti, quindi come fare?

A titolo di esempio riporto qui le foto di 2 fiori recisi: uno è stato posto per 5 giorni in un vaso contenente solo acqua di rubinetto, nell’altro sono state aggiunte anche le ceramiche: lascio indovinare in quale dei due vasi erano le ceramiche e l’acqua energizzata.

E se per un fiore gli effetti sono questi, nel nostro organismo cosa farà quest’acqua?
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