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I principali contaminanti

Tra le sostanze disciolte in un’acqua ve ne possono essere alcune la cui presenza può essere indice di una contaminazione relativa ad una causa ben precisa.

Vediamone alcuni:

Alluminio
La sua presenza può derivare sia dalle caratteristiche geologiche del terreno, ma può anche essere il residuo di trattamenti di potabilizzazione delle acque superficiali. Non è nota nessuna particolare tossicità di questo elemento, tuttavia la sua presenza suggerisce che l’acqua di origine non era pura.

Ammoniaca
La sua presenza è legata, nella maggior parte dei casi, a fenomeni di inquinamento di origine animale. Ha effetti tossici sull’uomo e sugli animali.

Arsenico
La sua presenza può essere di origine geologica, ma può anche provenire da un inquinamento di tipo industriale, dal passato utilizzo di erbicidi, dallo sversamento di rifiuti industriali. Ha effetti tossici e cancerogeni, tende ad accumularsi nei tessuti.

Cloruri
Possono provenire sia dal terreno che da deiezioni umane o animali, in questo caso indicano una contaminazione fecale. In concentrazioni elevate conferiscono un gusto salato e sgradevole all’acqua, inoltre possono essere corrosivi nei confronti delle tubature.

Cloriti
Sono sottoprodotti della disinfezione con Biossido di Cloro. Non hanno particolari effetti noti sulla salute dell’uomo.

Cromo
La sua presenza è spesso indice di inquinamento industriale e ad elevate concentrazioni è cancerogeno.

Ferro
Nella maggior parte dei casi la sua presenza è di origine geologica, può essere presente però anche a causa di rilasci da parte di tubazioni che lo contengono. E’ un elemento essenziale per la sintesi dell’emoglobina del sangue e quindi per il trasporto dell’ossigeno. Un’elevata quantità di ferro non è problematica per la salute, tuttavia modifica la colorazione dell’acqua rendendola gialla-rossiccia e ne peggiora notevolmente il sapore.

Fosforo
Elevate concentrazioni possono derivare da contaminazioni fecali di origine umana o animali, oppure da fertilizzanti o detersivi.

Manganese
E’ utilizzato in numerose reazioni metaboliche e non ha effetti tossici. Elevate concentrazioni alterano le caratteristiche organolettiche e rendono il sapore dell’acqua sgradevole.

Nitrati e Nitriti
La presenza di elevate concentrazioni possono essere indice di inquinamento da fertilizzanti, reflui domestici o industriali e liquami. I nitriti possono avere effetti tossici sull’uomo in quanto reagiscono con l’emoglobina impedendo il trasporto di ossigeno ai tessuti. I nitrati, una volta introdotti con l’alimentazione, possono essere ridotti a nitriti da parte della flora batterica dello stomaco provocando le medesime conseguenze.

Piombo
Ad elevate concentrazioni è tossico, danneggia il sistema nervoso centrale ed è potenzialmente cancerogeno. può essere indice di inquinamento industriale ma può provenire anche da vecchie tubazioni o condutture.

Solfati
Sono un’importante fonte di zolfo indispensabile per la sintesi di alcune vitamine e proteine. Un’elevata presenza può indicare un inquinamento da concimi chimici.

Solventi
La loro presenza è dovuta esclusivamente ad un inquinamento di tipo industriale. Possono essere dannosi per la salute in funzione del tipo di composto.

Trialometani
Sono i sottoprodotti che si formano nei trattamenti di disinfezione per reazione del Cloro con i composti organici presenti nell’acqua. La quantità presente nell’acqua è quindi funzione della quantità di organico presente all’origine. Alcune di queste sostanze possono avere effetti sulla salute.
Fin’ora sono stati valutati i principali contaminanti chimici, ma non dimentichiamo anche quelli microbiologici:

Coliformi, Escherichia Coli, Enterococchi
La loro presenza indica una contaminazione di tipo fecale che potrebbe essere associata alla presenza di batteri patogeni.

Carica batterica a 22°C e 36°C
Rappresenta la somma di tutti i batteri presenti (patogeni e non); la carica batterica a 22°C valuta i batteri di origine ambientale, mentre quella a 36°C i batteri di origine animale. Se eccessiva è indice di inquinamento.