Nella mia esperienza come Tecnico di Laboratorio nel controllo delle acque reflue e potabili ho potuto valutare in più occasioni la qualità dell’acqua erogata da trattamenti domestici.
Ho avuto modo di analizzare il prodotto di addolcitori, filtri ed impianti ad osmosi inversa di differenti marche produttrici.
Il risultato principale e comune ad ogni tipo di trattamento è che, indipendentemente dal processo utilizzato, nella maggior parte dei casi si osserva un peggioramento delle caratteristiche originarie dell’acqua, soprattutto per quanto riguarda la contaminazione batterica, la durezza e la salinità.
La proliferazione microbica è uno dei problemi più frequenti che si riscontrano, soprattutto se l’impianto prevede serbatoi di accumulo o zone di ristagno; solitamente anche le lampade UV, montate per disinfettare, non risultano in realtà sufficienti.
Per evitare questo problema è fondamentale la manutenzione, che perņ in genere è affidata all’utilizzatore e, nella mia
esperienza, non è mai risultata sufficiente.
Anche le manutenzioni programmate delle ditte costruttrici, effettuate ogni 6 mesi o annualmente, dopo i primi 2-3 mesi non
risultano più sufficienti.
Molto spesso, poi, viene proposto di trattare acque che non richiederebbero di essere affinate, perché possiedono già buone
caratteristiche di qualità.
In questi casi il rischio è quello di trattarle troppo, di togliere eccessivamente i sali disciolti impoverendole e rendendole
simili ad un’acqua distillata (e per legge non più potabile).
Anche per quanto riguarda la durezza, spesso si osserva un eccesso di trattamento, sovente accompagnato da un rilascio eccessivo
di sodio da parte delle resine, negli impianti a scambio ionico.
Non dimentichiamo che anche una durezza troppo bassa e/o un eccesso di Sodio rende l’acqua non potabile.
Quindi cosa è meglio fare?
Il trattamento domestico, cioè al punto d’uso, può rappresentare il giusto compromesso per evitare i "punti deboli dell'acqua di rubinetto e dell'acqua di bottiglia:E' fondamentale tuttavia
Uno dei trattamenti che maggiormente mi ha stupito, in senso positivo, sia in termini di qualità che di rapporto qualità/prezzo è stata la valutazione di un impianto di Microfiltrazione e Rigenerazione Bioenergetica (vedi la sezione "I trattamenti domestici").
Ho potuto analizzare l’acqua proveniente da un pozzo trattata con questo impianto, ottenendo i seguenti risultati:
| Parametro | Acqua del pozzo | Acqua trattata |
| Colonie su agar 22°C (UFC/ml) | 38 | Assenti |
| Colonie su agar 36°C (UFC/ml) | 112 | 6 |
| Pseudomonas Aeruginosa (UFC/250 ml) | 92 | Assente |
| Nitrati (mg/l) | 12 | < 1 |
| Ammoniaca (mg/l) | Assente | Assente |
| Metalli | Assenti | Assenti |
Anche sul piano energetico il trattamento si è dimostrato migliorativo:
| Acqua del pozzo contenuto energetico (scala Bovis) | 6.000 |
| Acqua trattata contenuto energetico (scala Bovis) | 13.000 |
Mi ha particolarmente stupito la capacità di rimozione microbica, in quanto il trattamento non si è limitato a non peggiorare la
qualità microbiologica ma l’ha addirittura migliorata, anche su batteri patogeni come Pseudomonas Aeruginosa.
Altrettanto efficace si è dimostrato nella riduzione dei Nitrati che, ad elevate concentrazioni, possono provocare problemi alla
salute.
Non ci sono stati, al contempo, rilasci di metalli o ammoniaca dal sistema.